Villa la Quiete (o Villa Spada)

Un sogno da realizzare…

Treia Musei Villa La Quiete

Villa La Quiete, meglio conosciuta come Villa Spada, è un monumento tra i più rilevanti dell’Ottocento italiano ed una delle più belle ville delle Marche.

Sorge su di un’altura poco distante dal centro storico del comune di Treia. Dal loggiato del piano nobile domina la vallata del fiume Potenza, fino a scoprire il mare Adriatico a 30 km di distanza. La splendida villa neoclassica, opera di Giuseppe Valadier, come attestato da un suo schizzo autografo del 1815 per il progetto del prospetto principale, è immersa in un parco di circa 2.9 ettari, completamente cinto da mura e con al suo interno giardini all’italiana, orti, ampie zone boscate e magnifici alberi secolari.

Il complesso architettonico è composto, oltre che dall’edificio di villa principale, da una serie di architetture eclettiche, sapientemente disposte lungo gli assi e le intersezioni dei viali che costituiscono il parco storico: un padiglione in stile neo-egizio, una serra con merli alla ghibellina, un gazebo in stile neo-gotico. Di particolare rilievo sono le due coppie di propilei all’ingresso che, assieme alla casa del custode, costituiscono l’accesso monumentale alla proprietà.

 

In origine, almeno sin dal 1036, sul luogo dove oggi sorge Villa Spada, esisteva una chiesa dedicata a San Savino, di probabile origine longobarda. La chiesa venne inglobata in un convento cappuccino, edificato a partire dall’anno 1578 e che restò operante fino alle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi del 1810.
Nel 1812 il convento venne acquistato dal gonfaloniere di Treia Luigi Angelini, il quale commissionò al Valadier, che negli stessi anni si trovava nella città per il progetto della facciata dell’Accademia Georgica, il progetto di trasformazione del convento in un nobile casino di campagna.

Lo schizzo del Valadier riporta la filosofia progettuale che governa l’intero intervento: mantenere la struttura del convento esistente, prevedendo interventi minimi per la realizzazione di un nuovo prospetto costituito da un portico con loggia sovrastante. Come attestano alcuni documenti, dal 1828 la villa divenne proprietà del conte Lavinio de’ Medici Spada, che la scelse come propria dimora, modellandola, nell’arco degli oltre trent’anni in cui la possedette, ad accogliere i suoi molteplici interessi ed aspirazioni.

 

Lavinio de’ Medici Spada fu un personaggio complesso che si trovò più volte ad avere ruoli di primo piano nelle vicende storiche del Risorgimento. Secondogenito del conte Girolamo Spada e di Giulia de’ Medici, nacque a Macerata nel 1801. Dai genitori ereditò l’interesse per le scienze e la botanica e la passione per le lettere. Come consuetudine voleva per i nobili privi del diritto di primogenitura, a Roma si iscrisse all’Accademia Ecclesiastica. Rapidamente acquisì il titolo di prelato, ma non ricevette mai gli ordini sacri. Nel 1848 abbandona la prelatura per sposare la contessa polacca Natalia Komar; con lei, si ritira definitivamente a vita privata nella sua villa treiese, da lui denominata Villa La Quiete. Natalia proveniva da una nobile famiglia polacca che viveva tra Parigi e l’Italia; a sua sorella Delphine Komar, Friedrich Chopin dedicò alcune delle sue opere.

Lavinio fu uomo di lettere quanto di scienza, poeta e noto mineralista (esiste un minerale a lui dedicato, la spadaite), illuminato mecenate (fonda l’Accademia di Belle Arti di Ravenna), ma anche appassionato botanico (Segretario della Società Romana di Orticoltura). Creò a Villa Spada il suo personale regno affidando ad una cinta di solide mura il compito di separarlo dal mondo esterno.

L’obliar mi giova
beata solitudo
lascia dir le genti
sola beatitudo

Questi versi, che si possono leggere sull’affresco della volta a vela che copre la parte terminale a sud della loggia sul fronte de “La Quiete”, danno la dimensione di quanto fosse divenuto necessario a Lavinio il suo regno. Allo stesso modo, i versi della poesia La Lontananza, dedicata da Lavinio direttamente alla sua diletta Quiete durante un soggiorno parigino nel 1859, testimoniano quanto il mondo esterno gli fosse divenuto ostile.

Nella villa raccolse, catalogò ed espose le collezioni metodicamente composte nell’arco di una vita, da quelle di interesse scientifico, come quella di mineralogia, frutto di venti anni di ricerche, a quelle di oggetti d’arte. Con Lavinio il parco di Villa La Quiete divenne un vero e proprio giardino botanico, con oltre 10.000 specie diverse tra cui le oltre 400 varietà di camelie. Dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1860, fece realizzare all’interno della Casa di Villa un piccolo Pantheon in cui conservò tutti i suoi effetti personali.

 

Con la morte del conte, avvenuta nel 1864, villa La Quiete viene ereditata dal fratello Alessandro e poi venduta dal nipote Tommaso. Per nessuno dei successivi proprietari fu una casa dove vivere e trascorrere la propria esistenza.
Villa Spada cadde in decadenza quasi da subito.

 

Durante la seconda guerra mondiale, divenne dapprima campo di internamento per donne di “dubbia condotta morale e politica”.

Dal 1943 divenne campo di internamento per una cinquantina di figuranti coloniali fatti venire in Italia da Somalia, Eritrea, Etiopia e Libia: la maggioranza faceva parte della Polizia dell’Africa Italiana, ma c’erano anche donne e bambini.
Tra il 1943 e il 1944, si incontrano con Villa La Quiete le eroiche vicende del secondo corpo polacco che si insediò qui prima della liberazione di Ancona dai nazifascisti.
Dagli anni ’60 fino al 1980, la Villa ospitò l’asilo Savoia, gestito da personale ecclesiastico.
Nel 1980 venne ceduta in comodato d’uso ad un privato. All’interno della vicenda che ha portato la villa a diventare proprietà del Comune vi è anche, nel 1997, la notifica, da parte della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici, di un nuovo vincolo ai sensi della legge n. 1089 del 1939.

Oggi Villa La Quiete, nonostante il lungo abbandono e il conseguente degrado, resta un’opera d’arte di eccezionale valore, un capolavoro assoluto dell’architettura neoclassica italiana.

“L’obliar mi giova
beata solitudo
lascia dir le genti
sola beatitudo”

Villa La Quiete

Contatti e Informazioni

Villa “La Quiete” o Villa Spada
Contrada S. Marco Vecchio
62010 Treia (MC)

 

Telefono +39 0733 218711